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    December 31

    Motociclisti

    "In moto si muore è vero..
    ma non esiste modo migliore per vivere
    il tempo che ci è concesso..
    e se ancora non l'avete capito..
    bhè, lasciate perdere, non l'ho capirete mai"

    Motociclisti strana meravigliosa gente

     

    Fatelo!!Troppo forte

    Segui attentamente le seguenti istruzioni, rispondi correttamente alle domande e rimarrai sbalordito!!
    1) Quante volte alla settimana ti piace fare *****?? (deve essere un numero maggiore di 0 e minore di 10)
    2) Moltiplica questo numero per 2 (affinchè sia pari)
    3) Aggiungi 5
    4) Moltiplica il risultato per 50...aspetterò che tu metta in funzione la calcolatrice!!
    5) Se hai compiuto gli anni nel 2008 aggiungi 1758; se non li hai ancora compiuti aggiungi 1757.
    6) Adesso sottrai l'anno in cui sei nato (numero di quattro cifre)
    Il risultato è un numero di 3 cifre. La prima cifra è il numero di volte che ti piace fare sesso a settimana....i 2 numeri seguenti sono..I TUOI ANNI!!!

    December 30

    Estate

    Mamma mia qnt vorrei k ritornasse qst estate..Senza compiti senza stress….uff….

    Ma diciamo k nn è solamente x qst motivi ank x altri forse 1 pò + importanti…xo vbb..il destino avrà la sua puntualità :p

    Cmq sn app ritornato da Pescasseroli e ne sento già la mankanza..Mamma cm c ritornerei..Raga siete fantastici!!!!

    Dai k mo c organizziamo e c rivediamo tt qnt…………..

    Ah cmq raga Fatt’ a rote!!!!!!!

    ahahahahahaha

     

    1 bacione

    December 24

    Votate

    Allora ragazzi il gg d capodanno dalle 9 d sera mandate un mex al numero 48404 con scritto numero 1..Serve per le votazioni di Miss Italia..E’ x far vincere 1 amika mia…Mi rakk numero 1  e nn 2 o 3 !!!!!

     

     

    Ps: Contenta Ale???????:p

    December 14

    Morti divertendosi

    Sono morti così Alessio Ferramosca e Riccardo Neri due anni fa, precisamente il 15 dicembre 2006. Per recuperare un pallone finito nel laghetto del Centro sportivo della Juventus, Vinovo. Morti per recuperare ciò che era lo strumento della loro vita, il calcio. Forse è il destino o forse no, morire mentre si fa ciò che si ama e ciò per cui si usa tutta la vita. Destino o no rimane che questi due giovani ragazzi ora stanno il cielo, magari giocando a pallone con qualche angelo nella speranza che qualche diavoletto non si intrometta.

     

    RIPOSATE IN PACE RAGAZZI

    Neri e Ferramosca 01

     

    J-Mx/29

    L' amore conta

    Daniel ha una semiautomatica in mano. Il cielo, al di là della stanza, è tra il grigio e il marrone. Pioverà fango di lì a poco. Daniel ha trovato la pistola nella cassaforte, sapeva che suo padre non l`aveva venduta, anche se sua madre si era tanto raccomandata che lo facesse. Daniel posa l`arma sul davanzale in marmo rosa della grande finestra ad arco del salotto. Cerca in tasca il pacchetto di sigarette. Dentro, racchiuso in una bustina di plastica trasparente, c`è un grammo di quella roba. E` la prima volta che la prova. Con i suoi genitori non parla più molto, ormai. E` un mese che se stanno in giro tra Las Vegas e Atlantic City, dall`altra parte del mondo. Tutti gli anni passano la stagione estiva a divertirsi in giro tra i cinque continenti, buttando al vento i milioni guadagnati con le imprese di famiglia. Il padre ha tante amichette, a volte anche amichetti. La madre ha una passione sfrenata per gli psicofarmaci e per i ragazzini minorenni. Ecco, il cielo piange. Lacrime di fango, come Daniel aveva immaginato. Ma suo padre aveva previsto tutto nel progetto di costruzione della villa: la piscina è al coperto, per fortuna. Una risata beffarda esce dalla bocca di vodka di Daniel. Un fulmine in lontananza. Una scarica elettrica nell`atmosfera. "Uno, due, tre, quattro, cinque, sei, set.." e arriva il tuono, onda d`urto micidiale. Daniel apre con cura la bustina e ordina sul davanzale due strisce di coca. Una lunga un dito medio, come quello che la vita gli ha mostrato negli anni, l`altra poco meno. Un`altra saetta. "Uno, due, tre, quattro, cinque..", un altro frastuono. Il temporale si sta avvicinando a Daniel. Ma Daniel la vera tempesta la vive ogni giorno, ogni minuto, ogni secondo dentro di sé. Adesso, con l`indice destro, si tappa la narice corrispondente e. E` andata. Ripete l`azione con l`altra narice e consuma anche la seconda striscia. Poi si pulisce il naso. Non che gliene freghi molto, dall`autopsia vedranno tante cose, ma non quello che serve. Questo lo scopriranno in seguito. Indagheranno sui suoi genitori, saprannno delle tangenti pagate dal padre, dei "vizi" della madre. Scopriranno che Daniel aveva avuto una ragazza per due anni. Capiranno che, nonostante tutti i problemi insostenibili, si è ucciso solo perché non poteva fare a meno di lei. Lei che, a malincuore, aveva dovuto lasciarlo per trasferirsi in Africa assieme ai suoi genitori, entrambi medici. Daniel, cosìgrande per la sua età, ha già preparato poche righe d`addio: "Marta ti amo" è tutto quello che rimarrà di lui su questa terra. Daniel, un mese fa, ha compiuto 18 anni. Daniel ha perso Mattia, il suo unico grande amico, per colpa della droga, morto per una dose tagliata male. E adesso lo seguirà nel freddo paradiso. O, magari, nel caloroso inferno. Fuori non piove più, è spuntato il sole. Tra un pò, magari, comparirà l`arcobaleno. Daniel l`ha visto solo tre volte nella vita, gli è sempre piaciuto tanto. La prima di queste aveva tre anni. La nonna gli raccontava sempre che, appena lo vide alto nel cielo, scoppiò a piangere. Aveva paura che cascasse giù. Daniel non lo vedrà una quarta volta. Prende la pistola, la sfiora con rispetto. Dicono che il suicidio con arma da fuoco non riesca quasi mai. Ti punti la pistola alla tempia, ma all`ultimo momento la tua mano trema. Così rischi di morire soffrendo atrocemente per aver sbagliato mira, oppure di farti solo un graffio. Daniel arretra il carrello della semiautomatica, armando il cane. Ripensa a Radiofreccia, il suo film preferito. Recita ad alta voce parte del famoso monologo di Benassi Ivan, detto Freccia. Un pò si sente pure Benassi Ivan, detto Freccia. Ma si ferma prima di pronunciare "e allora mi sa che crederò prima o poi in qualche Dio". Si ferma perché Daniel non crede in nessun Dio, e non avrà l`occasione di cambiare idea. Sguardo vitreo, già morto da tempo, Daniel punta l`arma alla tempiae.

    Suona il telefono, entra la segreteria al quarto squillo: "Dani, se ci sei rispondi. Sono Marta, ti devo dire una cosa fantastica! Ho convinto i miei a lasciarmi in Italia. Te ne rendi conto? Ho fatto una cazzata, lo so, ma potremmo riprovarci, sono rimasta per te, Dani. Io ti amo. Dani, ma ci sei? Ti prego, Dani, rispondimi"

    The End.

    Con queste due parole Daniel, ormai celebre scrittore, concluse quello che con, ogni probabilità, sarebbe stato il suo più grande best-seller. Si versò un bicchiere d`acqua, dette un bacio sulla fronte del suo figlioletto Mattia -cinque anni- addormentatosi sulla poltrona, e lo portò, tenendolo in braccio, nella sua cameretta. Raggiunse la stanza attigua e fece l`amore con l`unica donna che avesse mai amato nella sua vita: sua moglie Marta.

    L`amore conta.. conosci un altro modo per fregar la morte?

    December 12

    I duri hanno due cuori

    Un quarto alle dieci e Veleno e' seduto da Mario
    Davanti a una grappa ed a un posacicche pieno.
    Lo salutano male, forse perche' sanno tutto di lui
    O, almeno, ne sanno una loro versione.
    Una foto di donna gli brucia da dentro la giacca
    Chiaramente dalla parte del cuore.
    E la gamba gli duole del peso
    E del freddo di un cannone
    Che chissa come e' riuscito a trovare.
    Non ha tempo ne' voglia di pregare Dio perche'
    Vuol contare soltanto sul suo dolore, su sei colpi
    E, infine, su di se'.
    C'e' chi ha scelto la donna sbagliata
    E forse ha scelto per tutta la vita.
    Altra scelta che ha e' a chi farla finita.
    C'e' chi ha scritto bestemmie sul cuore
    Pero' i conti, per se', li sa fare
    E il totale non cambia anche se fa star male.
    Pero' non piange mai se non e' davvero solo.
    I duri hanno due cuori
    Col cuore buono amano un po' di piu'
    I duri hanno due cuori
    Col cuore guasto odiano sempre un po' di piu'.
    Un quarto alle due
    E Veleno e' seduto sul ponte sul fiume
    A vedere la pistola affondare.
    Adesso il freddo e' reale:
    E' passato alle ossa uscendo per forza dal cuore.
    Di cosi' tanto mondo
    C'e' solo un posto in cui possa tornare
    E gli scappa una stramaledizione.
    Sta pensando che la sera dopo dara' un cazzotto ad un
    Tipo che, questa sera, rideva di lui e si e' fatto sentire.
    Dara' pugni alla porta di camera sua, urlera'
    Alla sua donna ed al suo amico di fare piu' piano
    E sul suo divano si stendera'.
    C'e' la notte di chi c'ha un amante
    E la notte di chi non ha niente
    E la notte per forza, volenti o nolenti.
    C'e' chi ha perso una brutta partita
    Pero', forse, una fiche gli e' restata
    E puo' darsi ci sia un altro giro di ruota.
    E poi non piange mai se non e' davvero solo.
    I duri hanno due cuori
    Col cuore buono amano un po' di piu'
    I duri hanno due cuori
    Col cuore guasto odiano sempre un po' di piu'.

    December 11

    Mondo

    Quanto odio

    Quanto amore

    Quanta vita

    Quanta morte

    December 08

    Try it

    Noi viaggiatori ignari in questa terra di lacrime

    Noi piangendo pensando all' epitaffio futuro di tutti noi

    Noi intenti a guaradre gli insetti abbrustoliti

    ronzare intorno alla luce

    pensiamo non ce la faranno mai ad entrare nella luce...

    quegli stupidi

    Noi che pensiamo solo a vendicarci

    Noi che non sappiamo apprezzare ciò che possediamo

    e ci accorgiamo del suo valore solo quando lo abbiamo perso

    Noi egocentrici

    Noi altruisti

    Noi fascisti

    Noi comunisti

    Noi scansafatiche

    Noi attivi

    Noi eterosessuali

    Noi omosessuali

    Noi sempre ad aspirare all' impossibile irragiungibile

    Noi con la filogenesi ottima

    Noi con la filogenesi pessima

    Noi con un fututo dozzinale che aspiriamo ad un grande futuro

    che forse,

    senza alcuno sforzo

    non avremmo mai

    perchè resterà in un mondo tutto suo

    e non deciderà di abbandonarlo

    se non per ovvi motivi...

    Lo Zoo è qui

    Lo zoo è qui

    Basta girarsi intorno per vedere che lo zoo è qui

    tra chi scappa da una parte

    e chi rincorre dall' altra

    Lo zoo è qui e siamo come animali

    tutti in cerca della tana

    tana con dentro il cibo

    cibo con dentro la vita

    vita con dentro...

    l' anima animale

    YZF R125

    YZF-R125 - Ci vuole del genio

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    È il momento di scendere in strada, e di prenderti il massimo del divertimento insieme a Yamaha YZF-R125. Al suo motore a regimi elevati con iniezione elettronica hanno lavorato gli stessi tecnici che hanno creato le leggendarie supersportive YZF-R1 e YZF-R6, e la moto adotta la medesima tecnologia derivata dalla MotoGP. YZF-R125 è pronta a stupire tutti con il design R-Series e le emozionanti prestazioni sportive. Il suo motore 4 tempi e gli scarichi omologati Euro 3 permettono di divertirsi in sicurezza, rispettare il codice della strada, e tenersi alla larga da brutte sorprese. Perché la prima moto sia un ingresso in grande stile nel mondo del motociclismo.

     

    YZF-R125YZF-R125

    Caratteristiche
    -

    • Sorprendente e inedita, si ispira alle leggendarie R1 e R6
    • Motore e ciclistica realizzati con tecnologia R-series
    • Cambio a 6 marce per sfruttare al massimo il motore a 4 valvole
    • competizione
    • Stile R-series, con doppio faro, luce posteriore a LED, marmitta centrale

    Motore
    -

    Tipo
    Monocilindro, 4 tempi

    Raffreddamento
    A liquido

    Cilindrata
    124,66 cc

    Alesaggio x corsa
    52,0 x 58,6 mm

    Rapporto di compressione
    11,2:1

    Potenza massima
    11,0 kW (15 Cv) a 9.000 giri/min.

    Coppia massima
    12,24 Nm (1,25 kg-m) a 8.000 giri/min.

    Lubrificazione
    Carter umido

    Alimentazione
    Iniezione elettronica

    Frizione
    In bagno d'olio, a dischi multipli

    Accensione
    TCI

    Avviamento
    Elettrico

    Cambio
    6 marce, sempre in presa

    Trasmissione
    Catena

    Distribuzione
    SOHC, 4 valvole

    Impianto di scarico
    Euro 3

    Riduzione primaria
    73/24 (3,042)

    Riduzione secondaria
    48/14 (3,429)

    Capacità serbatoio carburante
    13,8 litri

    Quantità olio
    1,15 litri

    Ciclistica
    -

    Telaio
    Deltabox in acciaio

    Sospensione ant.
    Forcella telescopica

    Escursione ant.
    130 mm

    Sospensione post.
    Monocross

    Escursione post.
    125 mm

    Inclinazione cannotto di sterzo
    24.2°

    Avancorsa
    86,1 mm

    Freno ant.
    Disco singolo, 292 mm

    Freno post.
    Disco singolo, 230 mm

    Pneumatico ant.
    100/80-17 M/C

    Pneumatico post.
    130/70-17 M/C

    Dimensioni
    -

    Lunghezza
    2.015 mm

    Larghezza
    660 mm

    Altezza
    970 mm

    Altezza sella
    818 mm

    Interasse
    1.355 mm

    Distanza minima dal suolo
    155 mm

    Peso in ordine di marcia
    138 kg

    Suzuki GSX R 1000 K9

    La Suzuki GSX-R1000 è una leggenda vivente in tema di design ad alte prestazioni.

    La moto regina che ha vinto tantissime gare da sempre presente sulle più importanti griglie di partenza delle competizioni riservate alle 1000cc prodotte in serie, guadagnandosi la meritata reputazione di "Top Performer".

    Anno dopo anno, la GSX-R1000 ha continuato a conquistare trofei e campionati, mantenendo sempre un design ricercato con continue migliorie al motore e aggiornamenti dello chassis.

    Grazie alla  GSX-R1000 tanti appassionati in tutto il mondo hanno potuto mettere in pratica lo slogan originale "Dominare la Pista"

    Design integrato Suzuki

    La nuova Suzuki GSX-R1000 è il risultato del lavoro comune di un affiatato team di tecnici specializzati in motore, ciclistica, elettronica e aerodinamica che progettano insieme, con l'intento di andare sempre oltre le prestazioni già raggiunte.
    Il nuovo motore è più corto in senso longitudinale, ciò permette di accorciare l'interasse e adottare un forcellone più lungo, migliorando in questo modo le prestazioni su circuito.

    Il motore così progettato,  ha permesso lo snellimento del telaio e della carrozzeria, riducendo così l'area proiettata sul lato anteriore e migliorando le prestazioni aerodinamiche.

    In conclusione: la GSX-R1000 del 2009 pesa circa 5 kg in meno, ha un rapporto peso-potenza leader nella classe e - con il design integrato di motore e ciclistica - ha portato a un nuovo livello il concetto delle "prestazioni totali".

    Questa è l'ultima versione di una moto sulla quale sono state perfezionate tutte le tecnologie più avanzate, e che ha costruito la sua fama su una guida in gara che non conosce confronti.

    È la moto diventata famosa per lo slogan Suzuki "Own The Racetrack", alla quale è  stata sempre fedele dominando le piste di tutto il mondo.

    Provatela, e ve ne accorgerete.

    Freni a disco all'anteriore, con pinze monoblocco

    L'impianto frenante anteriore della GSX-R1000 associa dischi flottanti da 310 mm con pinze a montaggio radiale. Le nuove pinze monoblocco in alluminio forgiato, provate in gara, risultano più rigide nonostante una riduzione di peso di 205 grammi, ed essendo meno flessibili migliorano la risposta al comando del pilota quando agisce sulla leva.

    L'alesaggio di ogni pistoncino è stato realizzato da un solo lato della pinza. Un taglio che dall'esterno attraversa l'area della pastiglia e sbuca dall'altra parte, dando luogo ad accoppiamenti perfettamente combacianti. Per la chiusura del foro così elaborato è stato saldato un coperchio, tramite il metodo di saldatura a frizione che localizza e minimizza il calore della forgiatura stessa, evitando che possa creare distorsioni negli alesaggi dei pistoncini.

    Le pinze a quattro pistoncini confermano i diametri differenziati al fine di assicurare un'usura della pastiglia ancora più uniforme. Il pistoncino più grande di ogni lato della pinza misura adesso 32 mm di diametro (anziché 34 mm) mentre il pistoncino più piccolo è sempre di 30 mm. La pompa secondaria a montaggio misura solo 17 mm di diametro, contro i 19 precedenti. Tutte importanti modifiche che hanno ulteriormente migliorato la risposta all'azione del pilota.

    Con l'obiettivo di ridurre il peso totale i supporti per il disco anteriore sono stati modificati, così come le ruote in lega d'alluminio.

    Look pulito e aerodinamica superiore

    La carenatura superiore è ampia, e protegge meglio dal vento la parte alta del corpo e le mani, riducendo in modo efficace le turbolenze e il coefficiente di resistenza. La carenatura inferiore è invece più sottile, e contribuisce anch'essa a ridurre la resistenza all'aria.

    Le prese di aspirazione dell'aria pressurizzata sono posizionate quanto più vicino possibile al centro del muso anteriore, dove la pressione è maggiore quando la moto è in movimento. Le nuove feritoie dei condotti di aspirazione riducono le turbolenze rendendo a sua volta più fluido il flusso d'aria che entra nella scatola filtro.

    Il faro a riflettore multiplo presenta un nuovo look, con la disposizione verticale delle lampade alogene di abbagliante e anabbagliante, centrate rispetto alle luci di posizione.
    Gli indicatori di direzione anteriori sono caratterizzati da lenti chiare che coprono lampade color ambra e sono incorporati negli attacchi dei retrovisori.

    La forma della carena migliora il fluire dell'aria attraverso il radiatore e quindi lontano dal pilota, mentre la carena inferiore si estende verso il posteriore rendendo più fluido il passaggio dell'aria sopra i doppi silenziatori. Un ulteriore contributo alla riduzione delle turbolenze è dato dal ridotto numero di viti nelle carena esterna.

    Faro

    Gli indicatori di direzione posteriori hanno lampade color ambra coperte da lenti chiare che integrano e circondano i bordi esterni del codino. La combinazione dei LED del fanale di coda e dello stop è incorporata nella parte posteriore della sezione di coda.

    La linea della moto è completata con una sella confortevole, e la sua posizione unitamente a quella del manubrio e dei poggiapiedi ottimizza il comfort di guida. La posizione dei poggiapiedi è regolabile,in tre diverse posizioni con un'escursione orizzontale e verticale di 14 mm. Il pedale del freno posteriore e la pompa secondaria si spostano insieme all'assemblaggio del poggiapiedi destro, mentre l'assemblaggio della leva del cambio può essere regolato in base agli spostamenti del poggiapiedi sinistro.

    Pur mantenendo la capacità di 17,5 litri, il serbatoio del carburante è più leggero. Il copricodino incluso permette di sostituire la sella del passeggero per la guida sportiva e i viaggi da solo.

    Fanale posteriore
    Poggiapiedi

    Strumentazione completa

    Al centro del gruppo strumenti si nota il contagiri analogico incorniciato da un aggressiva ghiera color argento, affiancato da un tachimetro LCD digitale. Gli altri display a cristalli liquidi comprendono contachilometri, doppi contachilometri parziali, chilometri percorribili in riserva, orologio, lettura della temperatura refrigerante/pressione olio, indicatore della marcia, indicatore del tempo a giro/cronometro, indicatore del settaggio S-DMS e grafico a barre che indica il livello di illuminazione degli strumenti o la luminosità. Un sistema programmabile per l'indicazione dei giri del motore incorpora quattro LED.
    Sono inoltre presenti i LED per l'iniezione elettronica, la folle, gli abbaglianti, la pressione del refrigerante e le frecce.
    Un indicatore luminoso segnala l'attivazione dell'immobilizer.

    Sul modulo di controllo, posizionato nella barra destra del manubrio, è ora presente l'interruttore per la visualizzazione del tachimetro che può essere utilizzato per attivare il tempo a giro/cronometro.

    Gruppo strumenti

    Ciclistica totalmente nuova

    La nuova GSX-R1000  2009 conferma gli elementi chiave dello chassis con il  telaio a doppio trave composto da una precisa fusione di cinque sezioni in lega d'alluminio: la sezione incava della testa di sterzo, le due sezioni della trave principale/piastra del perno del forcellone e le due traverse sopra e sotto il forcellone.
    Il forcellone in lega d'alluminio è realizzato con tre sole fusioni, e la sua forma inarcata lascia lo spazio necessario ai doppi silenziatori ben posizionati su entrambi i lati.

    Il  nuovo propulsore più compatto consente la riduzione del telaio principale, con una distanza più corta fra piastra di sterzo e il perno del forcellone. La forma delle travi principali è stata ridisegnata in modo da renderle più aderenti alla sagoma del nuovo motore. Si è così creato ulteriore spazio per un forcellone più lungo di 33 mm (per un totale di 577 mm dal centro del perno al centro dell'asse posteriore in posizione standard), nonostante l'interasse sia stato accorciato di 10 mm (1405 mm totali) e sia il più corto della classe.

    L'interasse più corto esalta la gestione delle curve sui tracciati di gara, mentre il forcellone più lungo migliora la trazione e l'accelerazione in uscita dalle curve e oppone maggiore resistenza alla compressione della sospensione posteriore.

    Il nuovo telaietto posteriore e supporto del codino monoblocco in lega alluminio pressofuso risulta più leggero ed è imbullonato al telaio.
    L'altezza della sella, con i suoi 810 mm, è fra le più basse della classe.

    Sospensioni più reattive
    La GSX-R1000 del 2009 può vantare una progettazione assolutamente innovativa della sospensione anteriore, sviluppata in collaborazione dai tecnici Suzuki e Showa e vincente nella micidiale 8 ore di Suzuka. Rispetto alla classica forcella rovesciata con incorporata una cartuccia all'interno dello stelo, il nuovo design del BPF (Big Piston FrontFork) elimina l'assemblaggio della cartuccia interna dai due steli e utilizza al suo posto un singolo pistoncino superiore da 39,6 mm che corre contro la parete interna del tubo interno.

    Il pistone e gli spessori più grandi rendono più efficace l'uso delle valvole, assicurando una compressione più controllata e una risposta migliore ai comandi del pilota. La differenza si nota soprattutto nelle frenate più decise.

    Anche la frizione o la resistenza al movimento iniziale della forcella è stata ridotta, e le modifiche della pressione interna alla forcella sono state minimizzate, migliorando la reazione alle piccole irregolarità e buche del fondo stradale. I tubi interni da 43 mm sono rivestiti in titanio al carbonio per un'ulteriore riduzione della frizione.

    Le molle della forcella sono riposizionate nella parte bassa di ogni stelo, dove rimangono completamente immerse nell'olio, riducendo la formazione di schiuma e contribuendo in questo modo a rendere più stabile l'ammortizzazione.

    Le viti per la regolazione delle valvole del ritorno e della compressione sono posizionate nei tappi della forcella. Il precarico della molla si regola invece dalla parte bassa dell'assemblaggio dello stelo.

    Viti di regolazione delle valvole della tensione (ritorno) e compressione

    Il sistema BPF semplifica il settaggio delle valvole della forcella perché è possibile estrarre rapidamente l'intero assemblaggio dalla parte alta di ogni stelo e riporlo senza dover smontare del tutto la forcella. I team professionali di gara che hanno testato il sistema BPF sono riusciti a modificare il settaggio in meno di 10 minuti, direttamente nella corsia dei box.

    Inoltre la nuova forcella è di 720 grammi più leggera rispetto a quella convenzionale di cui prende il posto.

    L'ammortizzatore posteriore Showa opera tramite un leveraggio di lega d'alluminio montato sul forcellone, con aste d'alluminio estruse collegate al telaio.
    Questa configurazione riduce il rapporto della leva quando la ruota posteriore si muove verso l'alto, rendendo più progressiva e reattiva la sospensione, per una trazione migliore sulle ondulazioni del fondo stradale e una risposta sempre elastica nelle buche più grandi.
    L'ammortizzatore stesso consente di regolare lo smorzamento del ritorno, il precarico della molla e lo smorzamento della compressione alle alte e basse velocità. È inoltre montato di serie un ammortizzatore di sterzo automatico a controllo elettronico.

    La velocità della moto viene monitorata dalla ECM che sposta una valvola solenoide facendole muovere un ago conico, quest'ultimo si avvicina o allontana da una sede del circuito principale di ammortizzazione, riducendo o aumentando il flusso d'olio per un effetto ammortizzante più o meno forte. La forza di ammortizzazione aumenta quindi alle velocità più elevate e si riduce alle basse velocità per mantenere lo sterzo più leggero.

    Il sistema ISC (Idle Speed Control) della gestione motore migliora l'avvio a freddo, riduce le emissioni dopo la messa in moto e rende stabile il minimo nelle diverse condizioni d'uso, regolando automaticamente il volume dell'aria immessa nei circuiti del corpo farfallato in base alla temperatura del liquido refrigerante.

    La ECM controlla inoltre la messa in fase e l'anticipo d'accensione, sulla base di un'avanzata mappatura 3D. Le candele con elettrodi in lega d'iridio più fini producono una scintilla più intensa, ottimizzando la combustione.

    La più recente versione dell'avanzato sistema di scarico Suzuki (SAES) incorpora condotti di scarico sfalsati, un collettore, un tubo intermedio corto e una camera in acciaio inossidabile posizionata sotto il motore che conduce ai due silenziatori in titanio bassi e allungati in pieno stile MotoGP. Il tubo intermedio dello scarico incorpora la valvola a farfalla servocontrollata del sistema di parzializzazione dello scarico SET (Suzuki Exhaust Tuning), per massimizzare la coppia lungo tutta la curva di potenza e in ogni condizione d'uso, ottimizzando la contropressione dello scarico rispetto al regime del motore, alla posizione del gas e al rapporto innestato. Inoltre, nel tubo intermedio è presente una sonda lambda monitorata dalla ECM, che regola con assoluta precisione l'iniezione del carburante per una combustione più completa. La camera sotto il motore è a sua volta dotata di un elemento catalizzante per favorire la riduzione di idrocarburi (HC), monossido di carbonio (CO) e ossido d'azoto (NOx).

    La progettazione complessiva del sistema di scarico aiuta a tenere basso il baricentro della moto e a centralizzare la massa, assicurando nel contempo un volume interno più ampio che genera maggiore potenza e coppia, pur nel rispetto dei più recenti parametri delle normative su emissioni e rumore.

    Il sistema Suzuki PAIR (Pulsed-AIR) controllato dalla ECM, basandosi sui giri del motore e sulla posizione della valvola a farfalla, invia l'aria fresca dal filtro aria e la immette direttamente nelle valvole dello scarico, bruciando gli idrocarburi incombusti.

    I fori di ventilazione posizionati sotto l'estremità inferiore della corsa del pistone negli alesaggi dei cilindri, permettono all'aria intrappolata sotto al pistone in discesa una più rapida fuga verso i cilindri adiacenti. Questa caratteristica di progettazione riduce le perdite di potenza meccanica e la pressione di pompaggio interna, migliorando la tenuta della fascia del pistone.

    Mappatura del motore selezionabile dal pilota con tre settaggi

    L'esclusivo sistema S-DMS (Suzuki Drive Mode Selector) permette al pilota di scegliere fra tre mappature dell'accensione e iniezione del carburante, regolando l'erogazione della potenza in base alle proprie preferenze.

    Tramite un nuovo interruttore montato sulla barra sinistra del manubrio, il pilota può scegliere in ogni momento una delle tre mappature del motore, indicate come A, B e C sul pannello degli strumenti.

    Il settaggio A prevede un'erogazione della potenza normale. Il settaggio B offre un'erogazione più lineare dai bassi ai medi regimi.
    Il settaggio C assicura un'erogazione fluida lungo tutta la curva di potenza.

    La mappatura dei tre settaggi S-DMS è stata sviluppata sulla base delle esperienze maturate nel mondo delle gare in condizioni di pioggia, tempo variabile e umido. Utilizzando questo sistema il pilota può adottare una mappatura per un determinato lato del circuito e un'altra per un tratto diverso. Chi guida può inoltre scegliere una particolare mappatura per un tracciato ad alta velocità e un'altra per un circuito con molte curve, o ancora cambiare mappatura alla fine di una lunga gara, magari quando il grip è quasi esaurito.

    Su strada, infine, si può adottare una particolare mappatura perché in linea con le proprie preferenze di guida a seconda del tipo di strada, scegliendone quindi una per un percorso con molte curve e un'altra per la guida in autostrada.

    4 cilindri, 4 tempi, 999cm3
    raffreddato a liquido, DOHC

    Più potenza e coppia

    Il nuovo propulsore da 999 cm3 della GSX-R1000 è stato studiato per massimizzare l'efficienza combustiva e sfruttare ogni singola goccia di carburante. Il risultato è una maggiore produzione di potenza e coppia a tutti i regimi, con una risposta del gas più immediata ed emissioni ridotte.

    Gli elementi cardine della progettazione sono quelli classici della GSX-R1000. Quattro cilindri, configurazione DOHC con distribuzione a catena, punterie a bicchierino e quattro valvole in titanio per cilindro, impostate con angoli stretti. Pistoni forgiati in lega d'alluminio con mantello corto e lati sezionati, azionati da aste in cromo-molibdeno pallinate per indurirne la superficie e incrementarne la forza complessiva. Un albero motore forgiato in lega d'acciaio. I cilindri sono integrati nei carter superiori pressofusi e rivestiti con uno strato di nickel-carburo-silicone-fosforoso, noto come SCEM (Suzuki Composite Electrochemical Material), che Suzuki ha sperimentato nelle competizioni. Questo rivestimento riduce la frizione, migliora il trasferimento termico, la durata nel tempo e la tenuta delle fasce. Iniezione elettronica del carburante controllata dall'ultima versione del rivoluzionario sistema di gestione digitale del motore messo a punto dai tecnici Suzuki, con immissione pressurizzata dell'aria e doppio iniettore, doppi corpi farfallati SDTV (Suzuki Dual Throttle Valve).

    Valvole in titanio

    Una configurazione di alesaggio x corsa più superquadro di 74,5 mm x 57,3 mm (rispetto ai precedenti valori di 73,4 mm x 59,0 mm) assicura al propulsore un potenziale complessivo nettamente superiore. Nello specifico, la corsa più corta incrementa le prestazioni ai regimi più elevati. Ma i tecnici Suzuki sono riusciti anche a incrementare le prestazioni dai bassi ai medi regimi e ad espandere la curva di coppia rimodellando la camera di combustione, aumentando il rapporto di compressione e sviluppando i nuovi profili delle camme.

    Il rapporto di compressione è ora di 12,8:1 rispetto al precedente 12,5:1. Per mantenere un'elevata efficienza in fase di aspirazione e la giusta erogazione di potenza ai massimi regimi, i manicotti discendenti sono stati accorciati di 10 mm. Anche la scatola filtro del sistema SRAD è stata ridisegnata per ridurne il peso.

    Inoltre, la forma rielaborata della camera di combustione consente di ospitare valvole di aspirazione e scarico più grandi. La dimensione della valvola di aspirazione è stata aumentata da 30 a 31 mm, mentre per quella di scarico si è passati da 24 a 25 mm. La lega d'acciaio utilizzata per produrre le doppie molle della valvola di ogni valvola è stata anch'essa rivista, unitamente ai profili dell'albero a camme.

    Lo stesso albero a camme dell'aspirazione è più corto, per un peso inferiore, e il sensore dell'angolo della camma utilizzato dal sistema di gestione del motore è stato riposizionato dall'estremità sinistra della camma di aspirazione al centro della camma di scarico. La camma di aspirazione più corta e la nuova posizione del sensore hanno consentito di modificare la forma della testa del cilindro, riducendo ulteriormente il peso.

    Gli alberi di entrata e uscita del cambio a sei marce con rapporti ravvicinati sono ora in configurazione triangolare con l'albero motore. L'albero motore è posizionato più in avanti nei carter rispetto alla linea centrale del cilindro, l'albero di entrata del cambio è stato spostato in alto e quello di uscita in avanti. In conseguenza di ciò, la distanza fra l'albero motore e l'albero di uscita del cambio (anche noto come contralbero) è stata ridotta di 59,6 mm, consentendo di ridurre la lunghezza del carter e realizzare un motore più corto. La nuova posizione degli alberi del cambio ha permesso la semplificazione dell'assemblaggio del carter, che ora è costituito da due sezioni imbullonate (superiore e inferiore) anziché tre, eliminando ben 16 viti e ottenendo una riduzione di peso del motore di 670 grammi.

    Il contralbero volto a eliminare le vibrazioni situato davanti all'albero motore è più piccolo e misura 20 mm (diametro cuscinetto) anziché 23 mm, per ridurre le perdite di potenza meccaniche.

    La frizione è attuata direttamente da cavo anziché dal sistema idraulico, ciò migliora la sensazione e il feedback sulla leva e contribuisce a ridurre il peso. Il nuovo coperchio integrato per la frizione e il motorino d'avviamento pesa circa 200 grammi in meno rispetto ai due singoli coperchi utilizzati in precedenza.

    Un radiatore di ampie dimensioni e di efficiente forma trapezoidale, sviluppato per le moto di gara, consente di mantenere temperature del motore stabili, contribuendo all'efficienza della combustione e a una produzione di potenza uniforme, permettendo inoltre l'uso di una carrozzeria più sottile per un migliore risultato aerodinamico. Anche il nuovo radiatore dell'olio ha un'efficiente forma trapezoidale al posto della convenzionale linea rettangolare, caratteristica che ha permesso di rendere più snella la parte bassa della carena, migliorando anche in questo caso l'efficienza aerodinamica.

    Radiatore olio trapezoidale

    Sofisticata gestione digitale per il motore e il controllo delle emissioni

    Un potente microprocessore montato sulla ECM (Electronic Control Module) è il cuore dell'avanzato sistema di gestione del motore adottato per la nuova GSX-R1000. Il sistema utilizza fra l'altro l'ultima versione del rivoluzionario sistema con doppi corpi farfallati SDTV (Suzuki Dual Throttle Valve) introdotto con la prima GSX-R1000.

    Il sistema SDN utilizza due valvole a farfalla in ogni corpo farfallato, la valvola primaria è controllata dal pilota tramite la manopola del gas, mentre quella secondaria è controllata dalla ECM. Quando il pilota apre e chiude la valvola primaria, il computer della ECM rileva la posizione della valvola a farfalla, dei giri del motore e della marcia innestata e determina l'apertura e chiusura incrementale della valvola secondaria per massimizzare la velocità di aspirazione, ottimizzando in questo modo la combustione, la linearità delle risposta in accelerazione e la coppia dai bassi ai medi regimi.

    Ogni corpo farfallato alimenta due cilindri e ogni cilindro del corpo farfallato monta due iniettori a 12 fori con atomizzazione ultrafine.
    Ogni iniettore primario del cilindro è orientato con un angolo di 30 gradi verso la valvola di aspirazione per migliorare l'atomizzazione del carburante ed è operativo in tutte le condizioni. Il secondo iniettore è orientato invece verso la valvola a farfalla secondaria ed è operativo quando occorre più carburante ai regimi più elevati e con carichi superiori. La quantità di carburante erogata da ogni iniettore primario è calcolata dalla ECM in base ai regimi del motore, alla pressione dell'aspirazione e alla posizione della valvola a farfalla. La quantità di carburante erogata da ogni iniettore secondario è calcolata in base ai regimi del motore e alla posizione della valvola a farfalla.

    YZF R1 MY 2008

     

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    YZF-R1 è una leggenda nel mondo delle supersportive, unanimamente riconosciuto come riferimento divenuto icona del motociclismo, è la moto che esprime la propria potenza al vertice del campionato SBK, oltre che essere apprezzata anche per l’indiscussa bellezza delle sue linee. Il suo rendimento è elettrizzante, ma ciò che rende questo modello davvero unico è la superba sensazione di controllo che viene trasferita al pilota grazie alla tecnologia di razza derivata dall’esperienza Yamaha nel campo delle competizioni.

    Per festeggiare il successo e la vittoria del campionato Costruttori SBK 2007, viene realizzata anche una splendida edizione limitata a 500 esemplari, che celebra il 10° anniversario della R-Series - che in questi 10 anni ha venduto nel mondo più di 500.000 esemplari di R1, R6 e R7. Una moto unica, caratterizzata dalle livree “SBK replica” disegnate da Aldo Drudi e completata dal coprisella monoposto di serie.  

     

    YZF-R1 MY 2008YZF-R1 MY 2008

    Caratteristiche
    -

    • 180 Cv @ 12.500 giri/minuto senza airbox in pressione
    • Sistemi YCC-T e YCC-I
    • Pinze del freno anteriore radiali a sei pistoncini
    • Dischi freno anteriori da 310mm
    • Frizione antisaltellamento

    Motore
    -

    Tipo
    4 cilindri in linea inclinati in avanti, 4 tempi

    Raffreddamento
    A liquido

    Cilindrata
    998 cc

    Alesaggio x corsa
    77,0 x 53,6 mm

    Rapporto di compressione
    12,7:1

    Potenza massima
    Con airbox in pressione: 139 kW (189 Cv) a 12.500 g/min. / Senza airbox in pressione : 132,4 kW (180 Cv) a 12.500 g/min

    Coppia massima
    Con airbox in pressione: 118,3 Nm (12,1 kg-m) a 10.000 g/min. / Senza airbox in pressione : 112,7 Nm (11,5 kg-m) a 10.000 g/min

    Lubrificazione
    Carter umido

    Alimentazione
    Iniezione elettronica

    Frizione
    In bagno d'olio, a dischi multipli

    Accensione
    TCI

    Avviamento
    Elettrico

    Cambio
    Catena

    Distribuzione
    DOHC, 16 valvole

    Impianto di scarico
    Euro 3

    /
    6 marce, sempre in presa

    Riduzione primaria
    65/43 (1,512)

    Riduzione secondaria
    45/17 (2,647)

    Capacità serbatoio carburante
    18 litri (3,4 riserva)

    Quantità olio
    3,83 litri

    Ciclistica
    -

    Telaio
    Deltabox in alluminio pressofuso

    Sospensione ant.
    Forcella teleidraulica, 43 mm

    Escursione ant.
    120 mm

    Sospensione post.
    Forcellone oscillante (leveraggi progressivi)

    Escursione post.
    130 mm

    Freno ant.
    Doppio disco, 310 mm

    Freno post.
    Disco singolo, 220 mm

    Pneumatico ant.
    120/70 ZR17MC (58W)

    Pneumatico post.
    190/50 ZR17MC (73W)

    Dimensioni
    -

    Lunghezza
    2.060 mm

    Larghezza
    720 mm

    Altezza
    1.110 mm

    Altezza sella
    835 mm

    Interasse
    1.415 mm

    Distanza minima dal suolo
    135 mm

    Peso a secco
    177 kg

    December 06

    Ognuno....

    Come sono belli gli anni dell' adolescenza

    ognuno immerso nella sua felicità

    ognuno immerso nella sua stupidità

    a passare di male in peggio

    da una ragazza all' altra

    da una birra in un bar ad un' altra in un altro bar

    ognuno a cercare il proprio destino

    ognuno senza una meta

    ognuno girando per il mondo

    ognuno...

    a trovare il rubino in cui è nascosto il segreto del suo destino

    December 02

    Ritorno al passato

    Ok Dio, hai vinto tu,

    sei sempre il più forte,

    però ora basta a giocare a rimpiattino,

    ridacci i nostri anni,

    gli anni in cui ci divertivamo,

    ogni tanto sdraiati nelle corsie dell' ospedale,

    che non sai mai se portano bene o male,

    noi che non sappiamo niente del nostro futuro

    se non ci pensi non ci provi

    se non ci provi non ci riesci

    ma se ci riesci smetti di camminare su questo cazzo di filo come un acrobata

    con il cucchiaio in bocca

    sopra al cucchiaio l' uovo

    e sull' uovo il peso della tua vita