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December 31 Motociclisti"In moto si muore è vero.. Motociclisti strana meravigliosa gente Fatelo!!Troppo forteSegui attentamente le seguenti istruzioni, rispondi correttamente alle domande e rimarrai sbalordito!! December 30 EstateMamma mia qnt vorrei k ritornasse qst estate..Senza compiti senza stress….uff…. Ma diciamo k nn è solamente x qst motivi ank x altri forse 1 pò + importanti…xo vbb..il destino avrà la sua puntualità :p Cmq sn app ritornato da Pescasseroli e ne sento già la mankanza..Mamma cm c ritornerei..Raga siete fantastici!!!! Dai k mo c organizziamo e c rivediamo tt qnt………….. Ah cmq raga Fatt’ a rote!!!!!!! ahahahahahaha
1 bacione December 24 VotateAllora ragazzi il gg d capodanno dalle 9 d sera mandate un mex al numero 48404 con scritto numero 1..Serve per le votazioni di Miss Italia..E’ x far vincere 1 amika mia…Mi rakk numero 1 e nn 2 o 3 !!!!!
Ps: Contenta Ale???????:p December 14 Morti divertendosiSono morti così Alessio Ferramosca e Riccardo Neri due anni fa, precisamente il 15 dicembre 2006. Per recuperare un pallone finito nel laghetto del Centro sportivo della Juventus, Vinovo. Morti per recuperare ciò che era lo strumento della loro vita, il calcio. Forse è il destino o forse no, morire mentre si fa ciò che si ama e ciò per cui si usa tutta la vita. Destino o no rimane che questi due giovani ragazzi ora stanno il cielo, magari giocando a pallone con qualche angelo nella speranza che qualche diavoletto non si intrometta.
RIPOSATE IN PACE RAGAZZI
J-Mx/29 L' amore contaDaniel ha una semiautomatica in mano. Il cielo, al di là della stanza, è tra il grigio e il marrone. Pioverà fango di lì a poco. Daniel ha trovato la pistola nella cassaforte, sapeva che suo padre non l`aveva venduta, anche se sua madre si era tanto raccomandata che lo facesse. Daniel posa l`arma sul davanzale in marmo rosa della grande finestra ad arco del salotto. Cerca in tasca il pacchetto di sigarette. Dentro, racchiuso in una bustina di plastica trasparente, c`è un grammo di quella roba. E` la prima volta che la prova. Con i suoi genitori non parla più molto, ormai. E` un mese che se stanno in giro tra Las Vegas e Atlantic City, dall`altra parte del mondo. Tutti gli anni passano la stagione estiva a divertirsi in giro tra i cinque continenti, buttando al vento i milioni guadagnati con le imprese di famiglia. Il padre ha tante amichette, a volte anche amichetti. La madre ha una passione sfrenata per gli psicofarmaci e per i ragazzini minorenni. Ecco, il cielo piange. Lacrime di fango, come Daniel aveva immaginato. Ma suo padre aveva previsto tutto nel progetto di costruzione della villa: la piscina è al coperto, per fortuna. Una risata beffarda esce dalla bocca di vodka di Daniel. Un fulmine in lontananza. Una scarica elettrica nell`atmosfera. "Uno, due, tre, quattro, cinque, sei, set.." e arriva il tuono, onda d`urto micidiale. Daniel apre con cura la bustina e ordina sul davanzale due strisce di coca. Una lunga un dito medio, come quello che la vita gli ha mostrato negli anni, l`altra poco meno. Un`altra saetta. "Uno, due, tre, quattro, cinque..", un altro frastuono. Il temporale si sta avvicinando a Daniel. Ma Daniel la vera tempesta la vive ogni giorno, ogni minuto, ogni secondo dentro di sé. Adesso, con l`indice destro, si tappa la narice corrispondente e. E` andata. Ripete l`azione con l`altra narice e consuma anche la seconda striscia. Poi si pulisce il naso. Non che gliene freghi molto, dall`autopsia vedranno tante cose, ma non quello che serve. Questo lo scopriranno in seguito. Indagheranno sui suoi genitori, saprannno delle tangenti pagate dal padre, dei "vizi" della madre. Scopriranno che Daniel aveva avuto una ragazza per due anni. Capiranno che, nonostante tutti i problemi insostenibili, si è ucciso solo perché non poteva fare a meno di lei. Lei che, a malincuore, aveva dovuto lasciarlo per trasferirsi in Africa assieme ai suoi genitori, entrambi medici. Daniel, cosìgrande per la sua età, ha già preparato poche righe d`addio: "Marta ti amo" è tutto quello che rimarrà di lui su questa terra. Daniel, un mese fa, ha compiuto 18 anni. Daniel ha perso Mattia, il suo unico grande amico, per colpa della droga, morto per una dose tagliata male. E adesso lo seguirà nel freddo paradiso. O, magari, nel caloroso inferno. Fuori non piove più, è spuntato il sole. Tra un pò, magari, comparirà l`arcobaleno. Daniel l`ha visto solo tre volte nella vita, gli è sempre piaciuto tanto. La prima di queste aveva tre anni. La nonna gli raccontava sempre che, appena lo vide alto nel cielo, scoppiò a piangere. Aveva paura che cascasse giù. Daniel non lo vedrà una quarta volta. Prende la pistola, la sfiora con rispetto. Dicono che il suicidio con arma da fuoco non riesca quasi mai. Ti punti la pistola alla tempia, ma all`ultimo momento la tua mano trema. Così rischi di morire soffrendo atrocemente per aver sbagliato mira, oppure di farti solo un graffio. Daniel arretra il carrello della semiautomatica, armando il cane. Ripensa a Radiofreccia, il suo film preferito. Recita ad alta voce parte del famoso monologo di Benassi Ivan, detto Freccia. Un pò si sente pure Benassi Ivan, detto Freccia. Ma si ferma prima di pronunciare "e allora mi sa che crederò prima o poi in qualche Dio". Si ferma perché Daniel non crede in nessun Dio, e non avrà l`occasione di cambiare idea. Sguardo vitreo, già morto da tempo, Daniel punta l`arma alla tempiae. Suona il telefono, entra la segreteria al quarto squillo: "Dani, se ci sei rispondi. Sono Marta, ti devo dire una cosa fantastica! Ho convinto i miei a lasciarmi in Italia. Te ne rendi conto? Ho fatto una cazzata, lo so, ma potremmo riprovarci, sono rimasta per te, Dani. Io ti amo. Dani, ma ci sei? Ti prego, Dani, rispondimi" The End. Con queste due parole Daniel, ormai celebre scrittore, concluse quello che con, ogni probabilità, sarebbe stato il suo più grande best-seller. Si versò un bicchiere d`acqua, dette un bacio sulla fronte del suo figlioletto Mattia -cinque anni- addormentatosi sulla poltrona, e lo portò, tenendolo in braccio, nella sua cameretta. Raggiunse la stanza attigua e fece l`amore con l`unica donna che avesse mai amato nella sua vita: sua moglie Marta. L`amore conta.. conosci un altro modo per fregar la morte? December 12 I duri hanno due cuoriUn quarto alle dieci e Veleno e' seduto da Mario December 08 Try itNoi viaggiatori ignari in questa terra di lacrime Noi piangendo pensando all' epitaffio futuro di tutti noi Noi intenti a guaradre gli insetti abbrustoliti ronzare intorno alla luce pensiamo non ce la faranno mai ad entrare nella luce... quegli stupidi Noi che pensiamo solo a vendicarci Noi che non sappiamo apprezzare ciò che possediamo e ci accorgiamo del suo valore solo quando lo abbiamo perso Noi egocentrici Noi altruisti Noi fascisti Noi comunisti Noi scansafatiche Noi attivi Noi eterosessuali Noi omosessuali Noi sempre ad aspirare all' impossibile irragiungibile Noi con la filogenesi ottima Noi con la filogenesi pessima Noi con un fututo dozzinale che aspiriamo ad un grande futuro che forse, senza alcuno sforzo non avremmo mai perchè resterà in un mondo tutto suo e non deciderà di abbandonarlo se non per ovvi motivi... Lo Zoo è quiLo zoo è qui Basta girarsi intorno per vedere che lo zoo è qui tra chi scappa da una parte e chi rincorre dall' altra Lo zoo è qui e siamo come animali tutti in cerca della tana tana con dentro il cibo cibo con dentro la vita vita con dentro... l' anima animale YZF R125YZF-R125 - Ci vuole del genioÈ il momento di scendere in strada, e di prenderti il massimo del divertimento insieme a Yamaha YZF-R125. Al suo motore a regimi elevati con iniezione elettronica hanno lavorato gli stessi tecnici che hanno creato le leggendarie supersportive YZF-R1 e YZF-R6, e la moto adotta la medesima tecnologia derivata dalla MotoGP. YZF-R125 è pronta a stupire tutti con il design R-Series e le emozionanti prestazioni sportive. Il suo motore 4 tempi e gli scarichi omologati Euro 3 permettono di divertirsi in sicurezza, rispettare il codice della strada, e tenersi alla larga da brutte sorprese. Perché la prima moto sia un ingresso in grande stile nel mondo del motociclismo.
Caratteristiche
Motore Tipo Raffreddamento Cilindrata Alesaggio x corsa Rapporto di compressione Potenza massima Coppia massima Lubrificazione Alimentazione Frizione Accensione Avviamento Cambio Trasmissione Distribuzione Impianto di scarico Riduzione primaria Riduzione secondaria Capacità serbatoio carburante Quantità olio
Ciclistica Telaio Sospensione ant. Escursione ant. Sospensione post. Escursione post. Inclinazione cannotto di sterzo Avancorsa Freno ant. Freno post. Pneumatico ant. Pneumatico post.
Dimensioni Lunghezza Larghezza Altezza Altezza sella Interasse Distanza minima dal suolo Peso in ordine di marcia Suzuki GSX R 1000 K9
La Suzuki GSX-R1000 è una leggenda vivente in tema di design ad alte prestazioni. La moto regina che ha vinto tantissime gare da sempre presente sulle più importanti griglie di partenza delle competizioni riservate alle 1000cc prodotte in serie, guadagnandosi la meritata reputazione di "Top Performer". Anno dopo anno, la GSX-R1000 ha continuato a conquistare trofei e campionati, mantenendo sempre un design ricercato con continue migliorie al motore e aggiornamenti dello chassis. Grazie alla GSX-R1000 tanti appassionati in tutto il mondo hanno potuto mettere in pratica lo slogan originale "Dominare la Pista" Design integrato Suzuki La nuova Suzuki GSX-R1000 è il risultato del lavoro comune di un affiatato team di tecnici specializzati in motore, ciclistica, elettronica e aerodinamica che progettano insieme, con l'intento di andare sempre oltre le prestazioni già raggiunte. Il motore così progettato, ha permesso lo snellimento del telaio e della carrozzeria, riducendo così l'area proiettata sul lato anteriore e migliorando le prestazioni aerodinamiche. In conclusione: la GSX-R1000 del 2009 pesa circa 5 kg in meno, ha un rapporto peso-potenza leader nella classe e - con il design integrato di motore e ciclistica - ha portato a un nuovo livello il concetto delle "prestazioni totali". Questa è l'ultima versione di una moto sulla quale sono state perfezionate tutte le tecnologie più avanzate, e che ha costruito la sua fama su una guida in gara che non conosce confronti. È la moto diventata famosa per lo slogan Suzuki "Own The Racetrack", alla quale è stata sempre fedele dominando le piste di tutto il mondo. Provatela, e ve ne accorgerete. Freni a disco all'anteriore, con pinze monoblocco L'impianto frenante anteriore della GSX-R1000 associa dischi flottanti da 310 mm con pinze a montaggio radiale. Le nuove pinze monoblocco in alluminio forgiato, provate in gara, risultano più rigide nonostante una riduzione di peso di 205 grammi, ed essendo meno flessibili migliorano la risposta al comando del pilota quando agisce sulla leva. L'alesaggio di ogni pistoncino è stato realizzato da un solo lato della pinza. Un taglio che dall'esterno attraversa l'area della pastiglia e sbuca dall'altra parte, dando luogo ad accoppiamenti perfettamente combacianti. Per la chiusura del foro così elaborato è stato saldato un coperchio, tramite il metodo di saldatura a frizione che localizza e minimizza il calore della forgiatura stessa, evitando che possa creare distorsioni negli alesaggi dei pistoncini. Le pinze a quattro pistoncini confermano i diametri differenziati al fine di assicurare un'usura della pastiglia ancora più uniforme. Il pistoncino più grande di ogni lato della pinza misura adesso 32 mm di diametro (anziché 34 mm) mentre il pistoncino più piccolo è sempre di 30 mm. La pompa secondaria a montaggio misura solo 17 mm di diametro, contro i 19 precedenti. Tutte importanti modifiche che hanno ulteriormente migliorato la risposta all'azione del pilota. Con l'obiettivo di ridurre il peso totale i supporti per il disco anteriore sono stati modificati, così come le ruote in lega d'alluminio. Look pulito e aerodinamica superiore La carenatura superiore è ampia, e protegge meglio dal vento la parte alta del corpo e le mani, riducendo in modo efficace le turbolenze e il coefficiente di resistenza. La carenatura inferiore è invece più sottile, e contribuisce anch'essa a ridurre la resistenza all'aria. Le prese di aspirazione dell'aria pressurizzata sono posizionate quanto più vicino possibile al centro del muso anteriore, dove la pressione è maggiore quando la moto è in movimento. Le nuove feritoie dei condotti di aspirazione riducono le turbolenze rendendo a sua volta più fluido il flusso d'aria che entra nella scatola filtro. Il faro a riflettore multiplo presenta un nuovo look, con la disposizione verticale delle lampade alogene di abbagliante e anabbagliante, centrate rispetto alle luci di posizione. La forma della carena migliora il fluire dell'aria attraverso il radiatore e quindi lontano dal pilota, mentre la carena inferiore si estende verso il posteriore rendendo più fluido il passaggio dell'aria sopra i doppi silenziatori. Un ulteriore contributo alla riduzione delle turbolenze è dato dal ridotto numero di viti nelle carena esterna. Faro Gli indicatori di direzione posteriori hanno lampade color ambra coperte da lenti chiare che integrano e circondano i bordi esterni del codino. La combinazione dei LED del fanale di coda e dello stop è incorporata nella parte posteriore della sezione di coda. La linea della moto è completata con una sella confortevole, e la sua posizione unitamente a quella del manubrio e dei poggiapiedi ottimizza il comfort di guida. La posizione dei poggiapiedi è regolabile,in tre diverse posizioni con un'escursione orizzontale e verticale di 14 mm. Il pedale del freno posteriore e la pompa secondaria si spostano insieme all'assemblaggio del poggiapiedi destro, mentre l'assemblaggio della leva del cambio può essere regolato in base agli spostamenti del poggiapiedi sinistro. Pur mantenendo la capacità di 17,5 litri, il serbatoio del carburante è più leggero. Il copricodino incluso permette di sostituire la sella del passeggero per la guida sportiva e i viaggi da solo. Fanale posteriore Strumentazione completa Al centro del gruppo strumenti si nota il contagiri analogico incorniciato da un aggressiva ghiera color argento, affiancato da un tachimetro LCD digitale. Gli altri display a cristalli liquidi comprendono contachilometri, doppi contachilometri parziali, chilometri percorribili in riserva, orologio, lettura della temperatura refrigerante/pressione olio, indicatore della marcia, indicatore del tempo a giro/cronometro, indicatore del settaggio S-DMS e grafico a barre che indica il livello di illuminazione degli strumenti o la luminosità. Un sistema programmabile per l'indicazione dei giri del motore incorpora quattro LED. Sul modulo di controllo, posizionato nella barra destra del manubrio, è ora presente l'interruttore per la visualizzazione del tachimetro che può essere utilizzato per attivare il tempo a giro/cronometro. Gruppo strumenti Ciclistica totalmente nuova La nuova GSX-R1000 2009 conferma gli elementi chiave dello chassis con il telaio a doppio trave composto da una precisa fusione di cinque sezioni in lega d'alluminio: la sezione incava della testa di sterzo, le due sezioni della trave principale/piastra del perno del forcellone e le due traverse sopra e sotto il forcellone. Il nuovo propulsore più compatto consente la riduzione del telaio principale, con una distanza più corta fra piastra di sterzo e il perno del forcellone. La forma delle travi principali è stata ridisegnata in modo da renderle più aderenti alla sagoma del nuovo motore. Si è così creato ulteriore spazio per un forcellone più lungo di 33 mm (per un totale di 577 mm dal centro del perno al centro dell'asse posteriore in posizione standard), nonostante l'interasse sia stato accorciato di 10 mm (1405 mm totali) e sia il più corto della classe. L'interasse più corto esalta la gestione delle curve sui tracciati di gara, mentre il forcellone più lungo migliora la trazione e l'accelerazione in uscita dalle curve e oppone maggiore resistenza alla compressione della sospensione posteriore. Il nuovo telaietto posteriore e supporto del codino monoblocco in lega alluminio pressofuso risulta più leggero ed è imbullonato al telaio. Sospensioni più reattive Il pistone e gli spessori più grandi rendono più efficace l'uso delle valvole, assicurando una compressione più controllata e una risposta migliore ai comandi del pilota. La differenza si nota soprattutto nelle frenate più decise. Anche la frizione o la resistenza al movimento iniziale della forcella è stata ridotta, e le modifiche della pressione interna alla forcella sono state minimizzate, migliorando la reazione alle piccole irregolarità e buche del fondo stradale. I tubi interni da 43 mm sono rivestiti in titanio al carbonio per un'ulteriore riduzione della frizione. Le molle della forcella sono riposizionate nella parte bassa di ogni stelo, dove rimangono completamente immerse nell'olio, riducendo la formazione di schiuma e contribuendo in questo modo a rendere più stabile l'ammortizzazione. Le viti per la regolazione delle valvole del ritorno e della compressione sono posizionate nei tappi della forcella. Il precarico della molla si regola invece dalla parte bassa dell'assemblaggio dello stelo. Viti di regolazione delle valvole della tensione (ritorno) e compressione Il sistema BPF semplifica il settaggio delle valvole della forcella perché è possibile estrarre rapidamente l'intero assemblaggio dalla parte alta di ogni stelo e riporlo senza dover smontare del tutto la forcella. I team professionali di gara che hanno testato il sistema BPF sono riusciti a modificare il settaggio in meno di 10 minuti, direttamente nella corsia dei box. Inoltre la nuova forcella è di 720 grammi più leggera rispetto a quella convenzionale di cui prende il posto. L'ammortizzatore posteriore Showa opera tramite un leveraggio di lega d'alluminio montato sul forcellone, con aste d'alluminio estruse collegate al telaio. La velocità della moto viene monitorata dalla ECM che sposta una valvola solenoide facendole muovere un ago conico, quest'ultimo si avvicina o allontana da una sede del circuito principale di ammortizzazione, riducendo o aumentando il flusso d'olio per un effetto ammortizzante più o meno forte. La forza di ammortizzazione aumenta quindi alle velocità più elevate e si riduce alle basse velocità per mantenere lo sterzo più leggero. Il sistema ISC (Idle Speed Control) della gestione motore migliora l'avvio a freddo, riduce le emissioni dopo la messa in moto e rende stabile il minimo nelle diverse condizioni d'uso, regolando automaticamente il volume dell'aria immessa nei circuiti del corpo farfallato in base alla temperatura del liquido refrigerante. La ECM controlla inoltre la messa in fase e l'anticipo d'accensione, sulla base di un'avanzata mappatura 3D. Le candele con elettrodi in lega d'iridio più fini producono una scintilla più intensa, ottimizzando la combustione. La più recente versione dell'avanzato sistema di scarico Suzuki (SAES) incorpora condotti di scarico sfalsati, un collettore, un tubo intermedio corto e una camera in acciaio inossidabile posizionata sotto il motore che conduce ai due silenziatori in titanio bassi e allungati in pieno stile MotoGP. Il tubo intermedio dello scarico incorpora la valvola a farfalla servocontrollata del sistema di parzializzazione dello scarico SET (Suzuki Exhaust Tuning), per massimizzare la coppia lungo tutta la curva di potenza e in ogni condizione d'uso, ottimizzando la contropressione dello scarico rispetto al regime del motore, alla posizione del gas e al rapporto innestato. Inoltre, nel tubo intermedio è presente una sonda lambda monitorata dalla ECM, che regola con assoluta precisione l'iniezione del carburante per una combustione più completa. La camera sotto il motore è a sua volta dotata di un elemento catalizzante per favorire la riduzione di idrocarburi (HC), monossido di carbonio (CO) e ossido d'azoto (NOx). La progettazione complessiva del sistema di scarico aiuta a tenere basso il baricentro della moto e a centralizzare la massa, assicurando nel contempo un volume interno più ampio che genera maggiore potenza e coppia, pur nel rispetto dei più recenti parametri delle normative su emissioni e rumore. Il sistema Suzuki PAIR (Pulsed-AIR) controllato dalla ECM, basandosi sui giri del motore e sulla posizione della valvola a farfalla, invia l'aria fresca dal filtro aria e la immette direttamente nelle valvole dello scarico, bruciando gli idrocarburi incombusti. I fori di ventilazione posizionati sotto l'estremità inferiore della corsa del pistone negli alesaggi dei cilindri, permettono all'aria intrappolata sotto al pistone in discesa una più rapida fuga verso i cilindri adiacenti. Questa caratteristica di progettazione riduce le perdite di potenza meccanica e la pressione di pompaggio interna, migliorando la tenuta della fascia del pistone. Mappatura del motore selezionabile dal pilota con tre settaggi L'esclusivo sistema S-DMS (Suzuki Drive Mode Selector) permette al pilota di scegliere fra tre mappature dell'accensione e iniezione del carburante, regolando l'erogazione della potenza in base alle proprie preferenze. Tramite un nuovo interruttore montato sulla barra sinistra del manubrio, il pilota può scegliere in ogni momento una delle tre mappature del motore, indicate come A, B e C sul pannello degli strumenti. Il settaggio A prevede un'erogazione della potenza normale. Il settaggio B offre un'erogazione più lineare dai bassi ai medi regimi. La mappatura dei tre settaggi S-DMS è stata sviluppata sulla base delle esperienze maturate nel mondo delle gare in condizioni di pioggia, tempo variabile e umido. Utilizzando questo sistema il pilota può adottare una mappatura per un determinato lato del circuito e un'altra per un tratto diverso. Chi guida può inoltre scegliere una particolare mappatura per un tracciato ad alta velocità e un'altra per un circuito con molte curve, o ancora cambiare mappatura alla fine di una lunga gara, magari quando il grip è quasi esaurito. Su strada, infine, si può adottare una particolare mappatura perché in linea con le proprie preferenze di guida a seconda del tipo di strada, scegliendone quindi una per un percorso con molte curve e un'altra per la guida in autostrada. 4 cilindri, 4 tempi, 999cm3 Più potenza e coppia Il nuovo propulsore da 999 cm3 della GSX-R1000 è stato studiato per massimizzare l'efficienza combustiva e sfruttare ogni singola goccia di carburante. Il risultato è una maggiore produzione di potenza e coppia a tutti i regimi, con una risposta del gas più immediata ed emissioni ridotte. Gli elementi cardine della progettazione sono quelli classici della GSX-R1000. Quattro cilindri, configurazione DOHC con distribuzione a catena, punterie a bicchierino e quattro valvole in titanio per cilindro, impostate con angoli stretti. Pistoni forgiati in lega d'alluminio con mantello corto e lati sezionati, azionati da aste in cromo-molibdeno pallinate per indurirne la superficie e incrementarne la forza complessiva. Un albero motore forgiato in lega d'acciaio. I cilindri sono integrati nei carter superiori pressofusi e rivestiti con uno strato di nickel-carburo-silicone-fosforoso, noto come SCEM (Suzuki Composite Electrochemical Material), che Suzuki ha sperimentato nelle competizioni. Questo rivestimento riduce la frizione, migliora il trasferimento termico, la durata nel tempo e la tenuta delle fasce. Iniezione elettronica del carburante controllata dall'ultima versione del rivoluzionario sistema di gestione digitale del motore messo a punto dai tecnici Suzuki, con immissione pressurizzata dell'aria e doppio iniettore, doppi corpi farfallati SDTV (Suzuki Dual Throttle Valve). Valvole in titanio Una configurazione di alesaggio x corsa più superquadro di 74,5 mm x 57,3 mm (rispetto ai precedenti valori di 73,4 mm x 59,0 mm) assicura al propulsore un potenziale complessivo nettamente superiore. Nello specifico, la corsa più corta incrementa le prestazioni ai regimi più elevati. Ma i tecnici Suzuki sono riusciti anche a incrementare le prestazioni dai bassi ai medi regimi e ad espandere la curva di coppia rimodellando la camera di combustione, aumentando il rapporto di compressione e sviluppando i nuovi profili delle camme. Il rapporto di compressione è ora di 12,8:1 rispetto al precedente 12,5:1. Per mantenere un'elevata efficienza in fase di aspirazione e la giusta erogazione di potenza ai massimi regimi, i manicotti discendenti sono stati accorciati di 10 mm. Anche la scatola filtro del sistema SRAD è stata ridisegnata per ridurne il peso. Inoltre, la forma rielaborata della camera di combustione consente di ospitare valvole di aspirazione e scarico più grandi. La dimensione della valvola di aspirazione è stata aumentata da 30 a 31 mm, mentre per quella di scarico si è passati da 24 a 25 mm. La lega d'acciaio utilizzata per produrre le doppie molle della valvola di ogni valvola è stata anch'essa rivista, unitamente ai profili dell'albero a camme. Lo stesso albero a camme dell'aspirazione è più corto, per un peso inferiore, e il sensore dell'angolo della camma utilizzato dal sistema di gestione del motore è stato riposizionato dall'estremità sinistra della camma di aspirazione al centro della camma di scarico. La camma di aspirazione più corta e la nuova posizione del sensore hanno consentito di modificare la forma della testa del cilindro, riducendo ulteriormente il peso. Gli alberi di entrata e uscita del cambio a sei marce con rapporti ravvicinati sono ora in configurazione triangolare con l'albero motore. L'albero motore è posizionato più in avanti nei carter rispetto alla linea centrale del cilindro, l'albero di entrata del cambio è stato spostato in alto e quello di uscita in avanti. In conseguenza di ciò, la distanza fra l'albero motore e l'albero di uscita del cambio (anche noto come contralbero) è stata ridotta di 59,6 mm, consentendo di ridurre la lunghezza del carter e realizzare un motore più corto. La nuova posizione degli alberi del cambio ha permesso la semplificazione dell'assemblaggio del carter, che ora è costituito da due sezioni imbullonate (superiore e inferiore) anziché tre, eliminando ben 16 viti e ottenendo una riduzione di peso del motore di 670 grammi. Il contralbero volto a eliminare le vibrazioni situato davanti all'albero motore è più piccolo e misura 20 mm (diametro cuscinetto) anziché 23 mm, per ridurre le perdite di potenza meccaniche. La frizione è attuata direttamente da cavo anziché dal sistema idraulico, ciò migliora la sensazione e il feedback sulla leva e contribuisce a ridurre il peso. Il nuovo coperchio integrato per la frizione e il motorino d'avviamento pesa circa 200 grammi in meno rispetto ai due singoli coperchi utilizzati in precedenza. Un radiatore di ampie dimensioni e di efficiente forma trapezoidale, sviluppato per le moto di gara, consente di mantenere temperature del motore stabili, contribuendo all'efficienza della combustione e a una produzione di potenza uniforme, permettendo inoltre l'uso di una carrozzeria più sottile per un migliore risultato aerodinamico. Anche il nuovo radiatore dell'olio ha un'efficiente forma trapezoidale al posto della convenzionale linea rettangolare, caratteristica che ha permesso di rendere più snella la parte bassa della carena, migliorando anche in questo caso l'efficienza aerodinamica. Radiatore olio trapezoidale Sofisticata gestione digitale per il motore e il controllo delle emissioni Un potente microprocessore montato sulla ECM (Electronic Control Module) è il cuore dell'avanzato sistema di gestione del motore adottato per la nuova GSX-R1000. Il sistema utilizza fra l'altro l'ultima versione del rivoluzionario sistema con doppi corpi farfallati SDTV (Suzuki Dual Throttle Valve) introdotto con la prima GSX-R1000. Il sistema SDN utilizza due valvole a farfalla in ogni corpo farfallato, la valvola primaria è controllata dal pilota tramite la manopola del gas, mentre quella secondaria è controllata dalla ECM. Quando il pilota apre e chiude la valvola primaria, il computer della ECM rileva la posizione della valvola a farfalla, dei giri del motore e della marcia innestata e determina l'apertura e chiusura incrementale della valvola secondaria per massimizzare la velocità di aspirazione, ottimizzando in questo modo la combustione, la linearità delle risposta in accelerazione e la coppia dai bassi ai medi regimi. Ogni corpo farfallato alimenta due cilindri e ogni cilindro del corpo farfallato monta due iniettori a 12 fori con atomizzazione ultrafine. YZF R1 MY 2008
YZF-R1 è una leggenda nel mondo delle supersportive, unanimamente riconosciuto come riferimento divenuto icona del motociclismo, è la moto che esprime la propria potenza al vertice del campionato SBK, oltre che essere apprezzata anche per l’indiscussa bellezza delle sue linee. Il suo rendimento è elettrizzante, ma ciò che rende questo modello davvero unico è la superba sensazione di controllo che viene trasferita al pilota grazie alla tecnologia di razza derivata dall’esperienza Yamaha nel campo delle competizioni. Per festeggiare il successo e la vittoria del campionato Costruttori SBK 2007, viene realizzata anche una splendida edizione limitata a 500 esemplari, che celebra il 10° anniversario della R-Series - che in questi 10 anni ha venduto nel mondo più di 500.000 esemplari di R1, R6 e R7. Una moto unica, caratterizzata dalle livree “SBK replica” disegnate da Aldo Drudi e completata dal coprisella monoposto di serie.
Caratteristiche
Motore Tipo Raffreddamento Cilindrata Alesaggio x corsa Rapporto di compressione Potenza massima Coppia massima Lubrificazione Alimentazione Frizione Accensione Avviamento Cambio Distribuzione Impianto di scarico / Riduzione primaria Riduzione secondaria Capacità serbatoio carburante Quantità olio
Ciclistica Telaio Sospensione ant. Escursione ant. Sospensione post. Escursione post. Freno ant. Freno post. Pneumatico ant. Pneumatico post.
Dimensioni Lunghezza Larghezza Altezza Altezza sella Interasse Distanza minima dal suolo Peso a secco
December 06 Ognuno....Come sono belli gli anni dell' adolescenza ognuno immerso nella sua felicità ognuno immerso nella sua stupidità a passare di male in peggio da una ragazza all' altra da una birra in un bar ad un' altra in un altro bar ognuno a cercare il proprio destino ognuno senza una meta ognuno girando per il mondo ognuno... a trovare il rubino in cui è nascosto il segreto del suo destino December 02 Ritorno al passatoOk Dio, hai vinto tu, sei sempre il più forte, però ora basta a giocare a rimpiattino, ridacci i nostri anni, gli anni in cui ci divertivamo, ogni tanto sdraiati nelle corsie dell' ospedale, che non sai mai se portano bene o male, noi che non sappiamo niente del nostro futuro se non ci pensi non ci provi se non ci provi non ci riesci ma se ci riesci smetti di camminare su questo cazzo di filo come un acrobata con il cucchiaio in bocca sopra al cucchiaio l' uovo e sull' uovo il peso della tua vita |
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